DeepSeek: l’intelligenza artificiale che scuote la Silicon Valley

29 Gen 2025 - News | Tecnologia

DeepSeek: l’intelligenza artificiale che scuote la Silicon Valley

DeepSeek: l’intelligenza artificiale che scuote la Silicon Valley


L’assistente AI sviluppato dalla startup cinese DeepSeek ha rapidamente scalato le classifiche dell’App Store negli Stati Uniti, sorprendendo i giganti tecnologici e innescando una reazione a catena nel mercato azionario.
Nel fine settimana, l’app ha registrato un boom di download, contribuendo al crollo del valore di mercato di aziende leader nel settore tecnologico.
Il 27 gennaio, Nvidia ha perso quasi 600 miliardi di dollari, segnando il peggior tracollo nella storia della borsa statunitense, secondo Bloomberg.

Il fenomeno DeepSeek

Alla base di questa rivoluzione c’è R1, un modello AI open source presentato da DeepSeek a inizio mese, che secondo l’azienda è in grado di competere con i leader di settore, incluso O1 di OpenAI. Tuttavia, l’aspetto che ha più sorpreso gli addetti ai lavori è che DeepSeek è riuscita a sviluppare il suo sistema utilizzando una quantità relativamente ridotta di chip avanzati, un elemento chiave per l’industria dell’intelligenza artificiale.

Lo stesso 27 gennaio, DeepSeek ha annunciato sul suo sito web una temporanea sospensione delle registrazioni a causa di attacchi informatici su larga scala ai suoi servizi. Il modello R1, secondo Jack Clark, cofondatore di Anthropic, dimostra che le aziende cinesi di intelligenza artificiale possono competere ad armi pari con quelle occidentali. Il noto venture capitalist Marc Andreessen ha paragonato l’evento al lancio dello Sputnik, il satellite sovietico che diede inizio alla corsa allo spazio.

Anche all’interno del settore AI il chatbot ha ricevuto ampi riconoscimenti. Cheng Lu, ricercatore di OpenAI, ha elogiato la sua capacità di conversare in cinese, affermando che è la prima volta che un’intelligenza artificiale riesce a trasmettere la bellezza della lingua scritta.

Cosa offre il chatbot DeepSeek?

  • Risposte dirette alle domande – Il chatbot è in grado di elaborare richieste specifiche degli utenti. Ad esempio, quando Wired US gli ha chiesto ricette contenenti semi di melograno, il sistema ha generato un elenco di 15 piatti, senza però citare fonti o chef.
  • Modalità di ricerca – DeepSeek può accedere a informazioni online per rispondere a domande di attualità. Alla richiesta “Quali sono le notizie più importanti di oggi?”, il chatbot ha menzionato il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, riportando link a fonti come la BBC. Curiosamente, tra i risultati è apparso anche un articolo del New York Times sull’impatto di DeepSeek sui mercati finanziari.
  • DeepThink: la modalità avanzata – Questo strumento consente agli utenti di ottenere risposte più articolate grazie alla capacità di ragionamento del modello R1. Quando gli è stato chiesto di elencare gli eventi più significativi del XX secolo, l’AI ha inizialmente suddiviso l’argomento in temi storici come guerre, rivoluzioni e progressi tecnologici. Tuttavia, prima di completare la risposta, il sistema ha interrotto il discorso con un messaggio che suggeriva di trattare invece argomenti più neutri come matematica, programmazione e logica. Questo ha portato diversi esperti a notare come, similmente ad altre piattaforme cinesi, DeepSeek possa essere soggetto a restrizioni su temi ritenuti sensibili dal governo di Pechino.

Nonostante questi limiti, DeepSeek sta emergendo come una potenziale minaccia per competitor come OpenAI, il cui accesso ai modelli più avanzati è a pagamento (20 dollari al mese). A differenza della società americana, DeepSeek adotta un approccio più trasparente, rendendo pubblici i pesi dei suoi modelli e le sequenze di ragionamento alla base delle risposte generate dall’AI.

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