11 Dic 2025 - Mobile | Prestazioni | Web | Web APP | Web Design (design web, seo, siti web napoli, sviluppo web, tecnologia, web design)

Negli ultimi anni i page builder sono diventati gli strumenti più utilizzati da chi crea siti WordPress. Elementor, Divi, Bricks, Oxygen… ognuno con il proprio pubblico e la propria filosofia di costruzione.
Ma oggi qualcosa sta cambiando in modo evidente: da un lato WordPress sta spingendo sempre di più sul Full Site Editing e sui “block theme”, dall’altro l’intelligenza artificiale sta entrando nei flussi di lavoro dei professionisti del web, modificando il modo in cui si progettano e si realizzano i siti.
È un momento di transizione interessante, perché i page builder non stanno semplicemente sparendo, ma si stanno trasformando. E chi crea siti — freelance, web designer, agenzie — deve capire dove sta andando il mercato per non rimanere indietro.
Il classico page builder basato sul trascinamento degli elementi continuerà a vivere, ma sarà sempre meno protagonista.
Non perché non funzioni, ma perché gli utenti chiedono velocità, performance e semplicità.
I builder più pesanti iniziano a fare fatica in un web dove Google misura ogni millisecondo di caricamento.
Quello che sta emergendo è un approccio più intelligente: l’utente non costruisce più tutto da zero, ma viene guidato da sistemi che suggeriscono layout, modelli pronti e strutture ottimizzate.
È un design semi-assistito, dove il builder diventa uno strumento più maturo e meno “giocattoloso”.
L’arrivo dell’intelligenza artificiale nel mondo WordPress non è fantascienza.
Oggi può generare testi, immagini, sezioni di layout, ma soprattutto può analizzare un sito e proporre miglioramenti concreti.
L’AI non è qui per “fare il sito al posto tuo”, ma per accelerare tutte quelle parti tecniche che portano via tempo a chi progetta un sito.
È facile immaginare un futuro in cui l’AI ti chiede il tipo di attività, il pubblico e gli obiettivi del sito, e genera automaticamente l’ossatura completa del progetto: pagine, struttura dei contenuti, sezioni più importanti.
Il web designer non sparisce: passa a un ruolo più strategico, raffinando il progetto e rendendolo unico.
La domanda che molti si fanno è sempre la stessa: “l’AI ruberà il lavoro ai web designer?”.
La risposta più realistica è no, ma cambierà il modo di lavorare.
Chi si limita a trascinare blocchi su una pagina sarà inevitabilmente messo in difficoltà.
Chi invece sa progettare, scrivere, ragionare sugli obiettivi e sull’esperienza dell’utente, avrà strumenti più potenti e potrà lavorare meglio e più velocemente.
Il valore non sarà più “so usare Elementor” o “so montare un tema”, ma la capacità di creare un sito che converte, comunica bene, funziona e risponde ai bisogni del cliente. L’AI accorcia i tempi, non la professionalità.
Un altro elemento da non sottovalutare è l’evoluzione di WordPress stesso.
I block theme sono sempre più leggeri, performanti e modulari. La direzione è chiara: meno dipendenza da builder esterni, più integrazione nativa, più velocità.
Non significa che Elementor o Divi spariranno, ma diventeranno strumenti più specializzati, forse meno “di massa” e più orientati a progetti specifici.
I professionisti, soprattutto quelli che puntano sulla performance, tenderanno a usare builder più moderni o addirittura a lavorare direttamente con i block theme, arricchiti da strumenti avanzati basati su AI.
Il futuro dei page builder non è la loro scomparsa, ma una loro evoluzione verso strumenti più intelligenti, più performanti e meno invasivi. L’AI non è una minaccia, ma un alleato potente per creare siti migliori in meno tempo.
Ci stiamo avvicinando a un web dove la parte “manuale” sarà sempre meno centrale, mentre la parte strategica e creativa sarà sempre più importante.
Il web designer che saprà usare gli strumenti moderni, leggere i dati, progettare esperienze e non solo pagine, sarà sempre richiesto.
E forse, grazie all’AI, potrà concentrarsi finalmente sul lavoro che amo davvero: creare siti che funzionano per le persone e per i clienti.