11 Set 2026 - Gutenberg | News | UI Design | UX Design | Web Design | Wordpress (design web, gutenberg, siti web napoli, sviluppo web, ui design, ux design, web design, wordpress)

Il responsive styling nativo in WordPress è la capacità dell’editor Gutenberg di applicare stili diversi, spaziature, tipografia, layout, per desktop, tablet e mobile, direttamente dall’interfaccia di editing, senza plugin aggiuntivi. Questa funzione è disponibile da WordPress 7.1.
C’è un’obiezione che sento da anni, ogni volta che propongo un sito WordPress con tema custom e nessun page builder:
“Ma come fanno i miei clienti a regolare i font e gli spazi su mobile?”
È una domanda legittima. Per molto tempo, la risposta onesta era: “Non possono, senza Elementor o Divi è complicato.”
Ecco perché i page builder hanno dominato il mercato WordPress per anni, non perché fossero la soluzione migliore, ma perché colmavano un vuoto reale dell’editor nativo.
Quel vuoto non esiste più.
Con l’aggiornamento a WordPress 7.1, Gutenberg ha introdotto qualcosa che la community aspettava da anni: i controlli responsive nativi sui blocchi.
In pratica significa che adesso, direttamente dall’editor di WordPress, puoi:
Tutto questo senza installare plugin aggiuntivi. Senza toccare il CSS. Senza uscire dall’editor.
Il sistema funziona con una logica desktop-first: le impostazioni che definisci per il desktop si propagano automaticamente verso il basso, e tu sovrascivi solo quello che deve cambiare su schermi più piccoli. È intuitivo, pulito, e soprattutto non produce codice inutile.
Prima di parlare dei vantaggi del nuovo Gutenberg, vale la pena capire perché Elementor, Divi e simili hanno sempre avuto un costo nascosto in termini di performance.
Un page builder carica in ogni pagina del tuo sito una quantità enorme di file CSS e JavaScript, anche quando quei file non servono. È la natura stessa di questi strumenti: devono essere pronti a gestire qualsiasi elemento tu possa voler inserire, quindi caricano tutto in anticipo.
Un sito con Elementor carica mediamente 400-600KB di CSS e JavaScript aggiuntivi rispetto a un tema custom con Gutenberg nativo.
Questo si traduce in un LCP (Largest Contentful Paint) mediamente 0,8-1,5 secondi più lento, e quindi in Core Web Vitals peggiori, che Google usa direttamente come fattore di ranking.
Per un’azienda che investe in un sito web per portare clienti, questo non è un dettaglio tecnico. È soldi che si perdono ogni giorno.
Quando sviluppo un sito con tema custom oggi, il codice che viene caricato è esattamente quello che serve per quel sito specifico, niente di più. Non ci sono librerie in standby, non ci sono feature che “potrebbero tornare utili”, non c’è nulla che rallenti senza motivo.
E grazie ai nuovi controlli responsive di WordPress 7.1, il cliente può gestire il sito in autonomia con la stessa facilità di un page builder — ma senza portarsi dietro tutto il peso che i page builder comportano.
In pratica:
L’esperienza di editing è diventata paragonabile. Le performance non lo sono — il sito con tema custom vince senza discussioni, con un PageSpeed Score alto che Google premia nel ranking.
C’è un altro aspetto che spesso si sottovaluta quando si sceglie un page builder: la dipendenza che crea nel tempo.
Ogni plugin che installi è un pezzo di codice che deve essere aggiornato, che può rompersi con un aggiornamento di WordPress, che ha una licenza da rinnovare ogni anno. Elementor Pro costa circa 60-100 euro all’anno.
Divi costa 89 dollari all’anno. Moltiplicalo per tutti i plugin accessori che vengono installati insieme, add-on, estensioni, librerie di template, e il costo di manutenzione di un sito diventa significativo.
Con un tema custom e Gutenberg nativo:
Per un’azienda o un professionista, questo si traduce in un sito più stabile, più sicuro e con costi di gestione più bassi nel lungo periodo.
Detto questo, non voglio demonizzare Elementor o Divi. Hanno risolto un problema reale per anni e hanno reso WordPress accessibile a milioni di persone che non sapevano programmare. È un merito che va riconosciuto.
Ma il panorama è cambiato. WordPress core ha colmato il gap, e continuare a usare page builder pesanti nel 2026 per un sito aziendale è una scelta che non si giustifica più tecnicamente.
Per siti molto particolari, con esigenze di design estremo o funzionalità molto specifiche, può ancora avere senso valutare strumenti dedicati. Ma per la grande maggioranza dei siti aziendali, di portfolio e dei professionisti, un tema custom con Gutenberg oggi è la scelta più performante, più economica nel tempo e più solida tecnicamente.
Se stai pensando di realizzare o rinnovare il tuo sito web, questa evoluzione di WordPress ti riguarda direttamente.
Significa che puoi avere un sito:
Sì. Con WordPress 7.1 e un tema custom, è possibile costruire siti aziendali completi, gestibili dal cliente, ottimizzati per mobile e con performance superiori ai siti realizzati con page builder, senza installare Elementor, Divi o plugin equivalenti.
Se vuoi capire se il tuo sito attuale ha questi problemi, posso fare una verifica gratuita delle performance e dirti concretamente cosa si può migliorare.
Con i nuovi controlli responsive di WordPress 7.1, l’esperienza di editing in Gutenberg è diventata molto simile a quella di un page builder. La curva di apprendimento iniziale esiste, ma un cliente formato in 30 minuti riesce a gestire il sito in autonomia senza problemi.
Sì, ma richiede un intervento tecnico professionale. Non è una migrazione automatica — il layout va ricostruito nell’editor nativo. Il risultato finale è un sito più veloce e più pulito, ma va pianificato come un progetto a sé.
In media sì, in modo significativo. Un sito ben sviluppato con tema custom e Gutenberg carica mediamente 400-600KB in meno rispetto a uno con Elementor o Divi. La differenza si vede chiaramente nei test PageSpeed e nei Core Web Vitals.
I temi moderni (block themes) sono progettati per funzionare nativamente con Gutenberg. I temi classici funzionano ma con limitazioni. Un tema custom sviluppato appositamente garantisce la massima compatibilità e performance.